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Il Noir 2006 della Tenuta Mazzolino conquista i Tre Bicchieri
Il riconoscimento giunge in un anno cruciale per la storia della Tenuta di Corvino San Quirico. |
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Ci sono volute venticinque vendemmie e tanta passione per coronare un sogno: produrre un grande rosso e portare la Borgogna in Oltrepò Pavese.
Il sogno è quello di Sandra che gestisce la proprietà della famiglia Braggiotti dal 1993. In questo territorio “di frontiera” incuneato fra Emilia e Piemonte, a sud del Po, i Braggiotti hanno saputo cogliere con felice intuizione le potenzialità di un vitigno, il pinot nero, che ha un legame secolare con queste dolci colline. Il primo a suggerire loro di “vinificare in rosso” il pinot nero fu un grande padre del vino italiano: Giacomo Bologna.
La prima annata del Noir vide la luce nel 1984, venticinque anni fa…
Sandra Braggiotti, una laurea in economia e commercio all’Università Bocconi di Milano, ha preferito i filari dei vigneti ai tavoli dell’alta finanza e nel 1993 ha cominciato a dedicarsi alle vigne del Mazzolino. Sua la decisione di reimpiantare a rotazione con barbatelle provenienti dal vivaista più famoso della Borgogna – Guillaume – le vigne di pinot nero esistenti.
Ma c’è un’altra ricorrenza che questo premio va a incoronare, oltre ai venticinque anni del “Noir”: i dieci anni di collaborazione con uno dei maggiori esperti della Borgogna, l’enologo Kyriakos Kynigopoulos che inizia la sua attività come consulente nel 1999, affiancato da Jean-François Coquard, formatosi alla medesima Università di Digione. Sull’esempio francese, i due enologi d’oltralpe hanno rivisitato in chiave moderna i principali passaggi della vinificazione, insistendo sulle macerazioni prolungate e sull’utilizzo dei migliori legni per l’affinamento in botti piccole. Il risultato è un grande rosso, di gusto internazionale, con le radici ben salde nel territorio oltrepadano.
Una sfida, dunque, quella di Sandra Braggiotti che trova in questo premio il giusto riconoscimento e la meritata consacrazione di tanto impegno in vigna, in cantina e in immagine.
“Sono molto felice – afferma Sandra Braggiotti – da tempo aspettavamo questo ambìto premio che giunge quest’anno quasi a sancire la validità e la felicità di scelte prese parecchi anni fa, quando forse eravamo degli antesignani in questo territorio a credere nel clone di pinot nero atto a divenire “quel” grande rosso. Desidero condividere questa soddisfazione con i miei più stretti collaboratori e con tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto e nel Noir”. |
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