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CRUASÈ OLTREPO PAVESE DOCG: ETIMOLOGIA DI UN FUTURO.
Cruasé, tecnicamente, è una parola nata dall’ unione tra “cru” (selezione) e “rosé” con l’interposizione di una “a” che fa da congiunzione. Il percorso per arrivare al nome del nuovo prodotto simbolo dell’Oltrepò Pavese, un rosé naturale DOCG da uve Pinot nero ottenuto attraverso il Metodo Classico, ha dato modo di riappropriarsi di un pezzo importante di storia locale.
Cruà era l'antico nome del vitigno/vino per eccellenza prodotto in Oltrepò Pavese, a cavallo del 1700. Il Consorzio si è mosso traendo spunto da un’eredità quasi dimenticata fuori dai confini lombardi, riattualizzata per dettare una tendenza sul mercato italiano ed estero. L’antico nome del vitigno principe dell’Oltrepò Pavese è facile da ricordare e suona dolce. Un nome da riprendere, modificare e rilanciare. L’idea giusta per farlo è arrivata mentre il Consorzio stava lavorando sul concetto “naturalmente rosé” mai espresso in Italia e tantomeno nel mondo delle bollicine, dove si è sempre fatto perno su cuveè da uve bianche e rosse, da mosti o da vini. Unendo le due espressioni “Cruà”, come cru ma anche come migliore espressione storica del rapporto vino-territorio, e “rosé”, vino poco valorizzato in Italia ma dall’enorme potenziale, è nato “Cruasé”.
“Cruasè” è diventato il marchio collettivo di proprietà del Consorzio, disciplinato da un apposito regolamento, a supporto della Denominazione di Origine Controllata e Garantita Oltrepò Pavese Metodo Classico Rosé. Il disciplinare di produzione prevede una serie di parametri che, partono dalla base per ottenerlo: minimo 85% di uve Pinot nero con la specifica di vitigno nella DOCG. E' in discussione se portare i mesi minimi per l’affinamento sui lieviti da 15 a 24 come per il millesimato, ma i più al momento propendono per lasciare il riferimento minimo previsto dal disciplinare.
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