“Con i genitori e i miei fratelli tutt’ora parliamo sempre francese”, racconta Sandra - la madre è cresciuta a Parigi - “e quando abbiamo visto i vigneti, che allora producevano un vino modesto, mio padre decise che qui avremmo fatto un grande vino”. “La Borgogna è anche a Corvino”, scrive la Provincia Pavese, e non è un caso. Kyriakos Kynigopoulos, sommo esperto di Pinot Noir, viene chiamato a Corvino San Quirico quattro anni fa per coniugare il suo talento con una terra perfettamente idonea. Sotto la direzione del grande enologo, affiancato da Jean-François Coquard, laureato all’università di Borgogna, nascono un grande Noir e un Blanc di tutto rispetto.
L’intuizione che pone le basi ai successi di Mazzolino è di Giacomo Bologna, mito intramontabile, grande signore dei vini. In questa regione il pinot nero veniva usato per fare il vino bianco. “Dovete vinificarlo in rosso”, è il suggerimento di Bologna, e per avviare questa nuova avventura raccomanda ai Braggiotti l’enologo piemontese Giancarlo Scaglione. Sono trascorsi vent’anni da quella storica riunione e sotto la guida del “Maître de chai” Coquard e dall’agronomo Roberto Piaggi il Pinot Noir ha guadagnato un posto nelle cantine più raffinate del mondo, riconoscimenti ai concorsi internazionali, eccellenti valutazioni e menzioni nelle guide più autorevoli.

Con la nuova cantina di mille metri quadri progettata dall’architetto Berni che si aggiunge alla vecchia e secolare cantina esistente, Mazzolino espande i suoi orizzonti.
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